Nel panorama attuale della pianificazione territoriale, il legame tra archeologia preventiva e opere infrastrutturali di grande scala assume un ruolo sempre più strategico, in particolare nei progetti legati al PNRR e agli interventi di riqualificazione e sviluppo del territorio. In questo scenario, le attività di tutela archeologica devono confrontarsi con tempistiche accelerate e con un’elevata complessità operativa.
Archeologia preventiva come strumento di pianificazione nei grandi progetti
Come evidenziato anche dalle riflessioni promosse dall’Istituto Centrale per l’Archeologia, la prevenzione archeologica non può essere considerata un semplice adempimento amministrativo, ma rappresenta un vero strumento di conoscenza e supporto alla pianificazione. L’intervento nelle fasi iniziali dei progetti permette di evitare soluzioni emergenziali e di integrare in modo efficace la tutela del patrimonio all’interno dei processi decisionali.
Il ruolo delle Soprintendenze nella gestione delle indagini preventive
Un aspetto centrale riguarda la funzione delle Soprintendenze, chiamate a garantire la qualità scientifica delle indagini archeologiche e il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nei progetti. Limitare le prescrizioni di archeologia preventiva alle sole aree già sottoposte a vincolo comporta il rischio di operare con un quadro informativo incompleto, aumentando la probabilità di scoperte tardive e di conseguenti interruzioni dei lavori.
Tutela archeologica e sviluppo sostenibile
In questo quadro, l’archeologia preventiva si afferma come una garanzia di qualità, sostenibilità e responsabilità pubblica nei processi di trasformazione del territorio. Una corretta applicazione delle procedure preventive consente di integrare sviluppo infrastrutturale e tutela del patrimonio culturale, valorizzando l’archeologia come risorsa condivisa per la collettività.

